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mercredi 29 avril 2015

Grissini con strutto

I grissini sono una cosa quasi introvabile all'estero ecco perchè ho deciso di prepararmeli da sola. Ho optato per questa variante allo strutto perchè mi ricorda i grissini che ho sempre mangiato a casa mia. Ricordi di colazioni dei nonni che li mettevano nel caffelatte oppure li usavano per cucinare una strana minestra chiamata "Panada", forse un'invenzione di mia nonna, perchè da allora non l'ho più sentita nominare.

Prendevi del tempo per prepararli perchè sono diverse infornate per cuocerli tutti, al massimo diminuite proporzionalmente le dosi per l'impasto.




Ingredienti:
250 g di farina
10 g di lievito di birra in cubetto
50 g di strutto
125 cc di acqua tiepida (circa!)
1 cucchiaino di sale.

Impastare a lungo tutti gli ingredienti fino ad avere un composto morbido ed omogeneo



Far lievitare per 6 ore, dopodiché stendere la pasta, oliare la superfice e ricavarne dei lunghi salsicciotti da disporre nella teglia. Spennellarli nuovamente di olio. Ci vorranno parecchie infornate per cuocere tutti i grissini, perché si devono disporre ben distanziati tra loro. Fare attenzione affinché siano tutti dello stesso diametro e dimensione perché altrimenti vi ritroverete ad avere alcune parti bruciacchiate e altre molli all’interno.




Infornare subito a 190 per circa 20 minuti.


Varianti: prima di formare i grissini aggiungere all'impasto, a vostro piacimento, uno dei seguenti ingredienti: pezzetti di noci, olive, rosmarino, cipolle e procedere come descritto sopra. Oppure rotolarli nei semi di sesamo o spennellarli con paprika...


dimanche 19 janvier 2014

Lo pan ner

Lo pan ner
Antica tradizione della Valle d'Aosta, ancora oggi protagonista di sagre e rievocazioni. In tanti villaggi di montagna una volta all'anno si accende ancora il forno e tutti gli abitanti collaborano alla preparazione e cottura del pane. Prima o poi parteciperò anch'io a questa bella festa. Per adesso procedo alla versione casalinga, e anche senza forno a legna devo dire che il risultato è eccellente. Il profumo e il sapore è proprio quello che ricordavo. Una volta indurito si taglia in parti più o meno piccole (ci vorrebbe il copapan...) e si usa nelle minestre o nel latte. Numerose sono infatti le ricette tipiche della Valle d'Aosta che ne prevedono il goloso riutilizzo (lo Favô, la Seupetta à la Cogneintse, la Seuppa del povero, Seuppa à la Valpellinentse...), proprio perchè si cuoceva solo una volta all'anno e poi si faceva seccare nelle apposite rastrelliere. Un giorno o l'altro proverò anche il tiramisù con il pane nero.

Ricetta:
400 g di farina di segale
400 g di farina di frumento
560 g di acqua
25 g di lievito di birra fresco
15 g di sale
1 cucchiaino di malto (facoltativo) (si trova nei negozi di prodotti biologici o erboristerie)

Far sciogliere il lievito nell'acqua tiepida con il malto e lasciare agire per 20 minuti.
In una capiente ciotola miscelare le farine e il sale.
Quando il liquido con il lievito comincerà a fermentare (schiumetta bianca in superficie) versarlo poco per volta nelle farine e cominciare ad impastare. Quando il composto sarà manipolabile, rovesciarlo sulla spianatoia e continuare ad impastare per almeno 7/10 minuti (l'ideale sarebbe un'imastatrice o planetaria).
Far riposare il pane per 3/4 ore.
Dopodichè disporlo nuovamente su una spianatoia infarinata, lavorarlo fino a formare una palla liscia ed omogenea e lasciarlo ancora 30 minuti coperto con un canovaccio sulla placca da forno. Accendere il forno a 220° C con una scodella piena d'acqua per mantenere la giusta umidità.
Nel frattempo spennellare la superficie del pane con dell'acqua, formare una croce sulla superficie e spolverarlo con della farina.
Infornare il pane per 50 minuti.
Il pane sarà pronto quando picchiettando la parte inferiore renderà un suono cavo.